Herpes labiale

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Forse pochi di voi sanno che l’Herpes labialis è la patologia più diffusa del genere umano. In Italia una persona su tre ne ha sofferto almeno una volta nella vita e fra questi il 15% ha avuto una recidiva soltanto nell’ultimo anno. La causa di questa fastidiosa malattia è il virus Herpes Simplex che, dopo averci infettato, rimane nell’organismo in una fase di latenza e successivamente, in presenza di particolari condizioni di stress per l’organismo, può riattivarsi e manifestarsi in modo ricorrente ma in forma più lieve. Come si manifesta questa fastidiosa malattia? Il periodo di incubazione è di circa 10 giorni e l’infezione si manifesta con a volte febbre e una faringite seguita da un’eruzione vescicolare sul labbro, e in alcuni casi nel cavo orale: dopo poco le vescicole si uniranno lacerandosi e in questa fase il dolore può essere piuttosto intenso e mangiare può diventare difficile. In generale si guarisce nell’arco dii 10 o 15 giorni.

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Farmaci somministrabili via wireless da remoto: ora è possibile!

Stamattina mi è stata proposta una notizia davvero interessante e non ho potuto fare a meno di scrivervi un articolo.

La compagnia statunitense MicroCHIPS, specializzata nella produzione di dispositivi elettronici utilizzati a fini medici, ha reso pubblici i risultati ottenuti dalla sperimentazione di un microchip impiantabile nell’organismo umano per la somministrazione di farmaci controllabile via wireless da remoto.

Science Transational Medicine ha pubblicato quest’interessante ricerca che apre concretamente le porte alla possibilità di fornire assistenza medica a distanza.

Nel 1999 il team del MIT, capitanato da Robert Langer e Micheal Cima, ha pubblicato su Nature le prime scoperte in questo ambito, fondando in seguito proprio MicroCHIPS che ha lavorato per raffinare e migliorare la struttura dei chip aggiungendo loro innanzitutto un sistema di sigillatura ermetica ed un sistema di riliascio graduale in grado di operare in modo affidabile all’interno di un tessuto biologico.

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I telomeri dei cromosomi sanno quanto vivremo

E’ nota già da un po’ la correlazione esistente tra i telomeri, le estremità dei cromosomi, e la longevità. A tal proposito ha dato un enorme contributo una ricerca dell’Università britannica di Glasgow.

Lo studio, pubblicato sulla rivista dell’Accademia delle Scienze degli Stati Uniti, i Pnas, dimostra che le aspettative di vita di un individuo possono essere determinate proprio misurando sin da piccoli la lunghezza delle strutture molecolari poste alle estremità dei cromosomi, i telomeri appunto: una sorta di “cappuccio” protettivo che aiuta i pacchetti di informazione genetica, sostanzialmente il DNA impacchettato nei cromosomi, a non logorarsi ogni qualvolta che la cellula si divide. Grazie ai telomeri, quindi, nessuna informazione genetica viene perduta.

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